Cocaine Game e riciclaggio del denaro sporco: il caso dell’Inghilterra

Cocaine Game e riciclaggio del denaro sporco: il caso dell’Inghilterra

Centinaia di operazioni di riciclaggio sospette sono state segnalate da alcune sale da gioco nel Regno Unito: gli operatori temono che il denaro proveniente dal traffico di stupefacenti viene riutilizzato nei locali di scommesse. La Commissione di gioco ha rivelato che nel corso dell’ultimo anno ha ricevuto 633 segnalazioni da parte dei bookmakers.

Già da molto tempo esistevano sospetti sul fatto che i trafficanti di droga usavano le sale da gioco per riciclare il denaro derivante dai loro malaffari puntando scommesse molto alte sui terminali di gioco. Per la prima volta i dati del settore confermano ciò che si cela dietro queste macchinazioni. Dopo una battaglia lunga un anno, la Gambling Commission ha reso noti questi dati in risposta ad una sollecitazione da parte della Freedom of Information, rivelando il numero delle attività sospette verificatesi da aprile 2014 a marzo 2015.

I terminali di gioco chiamati FOBT (Fixed Odds Betting Terminals) sono stati soprannominati “Cocaina Game”: qui i giocatori possono scommettere fino a 00 sterline in corse di cavalli e giochi di carte virtuali ogni 20 secondi.

Il quotidiano “The Mirror” ha rivelato che i bookmakers hanno raccolto 34 milioni di sterline a settimana dalle vincite sulle macchinette. Le organizzazioni criminali fanno passare i soldi provenienti dal traffico di droga per queste macchine, con una perdita tra il 5% e il 10% prima di ritirare quello scommesso. I giocatori possono poi ricevere un biglietto stampato che mostra la quantità di denaro scommesso quel dato giorno. Se la persona viene arrestata dalla polizia, può così giustificare il motivo per cui, pur essendo disoccupata, ha con sé centinaia di sterline in contanti.

I maggiori bookmakers si sono difesi dicendo che le segnalazioni di attività sospette si riferiscono principalmente ai casinò e insistono sul fatto che i loro locali di gioco non sono affatto focolai per la criminalità organizzata. Adrian Parkinson, portavoce della campagna Fairer per il Gioco d’azzardo, ha dichiarato: “Le cifre della Commissione di Gioco indicano l’esistenza di una catena di crimini che avvengono in questi luoghi. C’è voluto più di un anno per conoscere la reale portata del riciclaggio di denaro nelle sale scommesse”.

Le 633 segnalazioni sospette presentate alla polizia, non rappresentano episodi isolati, ma generalmente si verificano quando sopraggiungono più sospetti a lungo termine sull’attività di un cliente. “Così ognuno di questi rapporti si riferisce a lunghi periodi di indagine sul riciclaggio di denaro o sulla rimozione dei proventi di reato di un singolo o di un gruppo di clienti”, ha aggiunto.

Gli attivisti stanno spingendo per ridurre la puntata massima a £ 2 sulle macchinette, una misura che potrebbe mettere fine alle attività di riciclaggio in questi locali. Adrian Parkinson ha aggiunto: “C’è un problema evidente che si riferisce al settore del gioco d’azzardo. E’ ovvio che un prodotto in particolare, si sta rivelando molto attrattivo per coloro che mirano al riciclo di denaro; mi sto riferendo alle macchinette e roulette in cui si possono scommettere 100 sterline a giro”.

Un portavoce della Commissione Federale delle Case da Gioco britannica, ha dichiarato che “rispetto al settore dei casinò, i 9.000 negozi di scommesse hanno generato circa lo stesso numero di segnalazioni sospette, come i 140 casinò nel Regno Unito, e almeno un altro 93% dei negozi di scommesse, non ha segnalato attività sospette. I negozi di scommesse rimangono uno dei luoghi più sicuri per giocare e di conseguenza sono adatte a ricevere milioni di visite di clienti ogni anno”.

La liberalizzazione del gioco d’azzardo aumenta il rischio di corruzione?

National Integrity of Sport Unit (NISU)

In Australia, la National Integrity of Sport Unit (NISU), organo di controllo della corruzione legata allo sport nel Paese, ha dichiarato che la liberalizzazione delle norme riferite alle scommesse sportive potrebbe aumentare i rischi di corruzione e i problemi patologici legati al gioco d’azzardo. Inoltre, si dovrebbe lavorare sui bookmakers, sulle scommesse telefoniche in diretta e imporre una stretta sorveglianza sulle partite truccate.

Il campanello d’allarme da parte della NISU è scattato dopo la messa in onda di un programma dell’ABC, nel quale si parlava del tennista kazako Oleksandr Nedovjesov, citato tra i giocatori sospettati di “stare all’ombra”dei bookmaker. Il giocatore ha apertamente negato di essere coinvolto in atti di corruzione. Sempre nello stesso programma, è stata mostrata l’esistenza di un elenco con i nomi di giocatori che hanno partecipato a 40 partite sospette, durante gli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Almeno quattro dei membri di questa lista hanno partecipato all’Australian Open di quest’anno durante il quale si sono verificate delle controversie con William Hill in qualità di sponsor. Allo stesso modo, la polizia australiana ha detto che saranno demolite le scommesse telefoniche e saranno sottoposte a stretta sorveglianza, poiché questi limiti potrebbero contribuire alla lotta contro la corruzione. La polizia ritiene che le uniche scommesse prive di sospetti sono quelle dirette.

Nel frattempo, a seguito di una recente indagine da parte della polizia federale in materia di gioco d’azzardo e pubblicata in questi giorni, il ministro responsabile del corretto funzionamento del gioco d’azzardo, Alan Tudge, ha affermato che alcuni bookmakers stanno infrangendo le norme legislative presenti nei regolamenti vigenti.

Il futuro della legge Interactive Gaming in Australia potrebbe diventare a breve, un altro elemento di revisione delle attività di gioco d’azzardo online. Nella sua esposizione, la NISU ha avvertito che la crescita esplosiva di scommesse sportive a livello mondiale e l’aumento della partecipazione di criminali ha portato a “una serie di risultati sportivi corrotti in tutto il mondo”, a partire dal 2011. L’unità, che fa parte del Dipartimento di Salute, ha ammesso che i progressi tecnologici hanno fatto sì che le restrizioni telefoniche sono obsolete e la loro rimozione porterebbe gli scommettitori a lavorare con i broker autorizzati in Australia.

La NISU ha respinto le posizioni dei bookmakers e della polizia di Victoria, che invece sostengono come la liberalizzazione del gioco d’azzardo potrebbe aiutare a combattere la corruzione, siccome gli operatori autorizzati australiani saranno tenuti a condividere i loro dati con le autorità locali piuttosto che con gli operatori stranieri.

Secondo l’organismo normativo, la deregolamentazione aumenterebbe i problemi legati al gioco d’azzardo e alla corruzione, nonostante il settore contribuisca all’incremento delle entrate fiscali. Durante le sue argomentazioni, la NISU ha spiegato che il governo australiano dovrebbe cercare di bloccare l’accesso degli scommettitori australiani su siti stranieri, poiché ha si è accertato di come le società asiatiche si occupano regolarmente di scommesse legate anche ad eventi giovanili, di dilettanti e partite di calcio di periferia, settori che sono considerati altamente vulnerabili alla corruzione, secondo quanto affermato dall’ organismo di regolamentazione.

Un ex ricercatore presso l’ ATP, Richard Ings, ha affermato che il tennis è lo sport perfetto per le partite truccate, nel quale non è stato fatto ancora abbastanza per combattere la corruzione.

Italia contro l’Unione Europea sul principio di proporzionalità legato al gioco d’azzardo

Corte di Giustizia dell'Unione Europea

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che la legislazione italiana sul gioco d’azzardo è in contrasto con il principio di proporzionalità laddove si richiede al concessionario di concedere a titolo gratuito gli apparecchi destinati alle scommesse. Secondo il parere della Corte di Giustizia sarà il giudice nazionale a verificare la proporzionalità di tale normativa, alla luce delle particolari circostanze di ciascuna causa, come ad esempio il valore di mercato dei beni che sono oggetto di cessione.

La legge italiana prevede che l’esercizio delle attività di raccolta e di gestione scommesse è subordinato all’ottenimento di una concessione e di un’autorizzazione da parte dell’AAMS. Qualsiasi violazione alla norma di legge può essere punita penalmente.

Nel 2012, l’Italia aveva indetto una gara d’appalto al fine di attribuire nuove concessioni. Il progetto di concessione, allegato alla gara d’appalto, disponeva in particolare che, in caso di scadenza, caducità o revoca della concessione, il concessionario avrebbe dovuto concedere in comodato beni materiali e immateriali comprendenti la gestione e la raccolta delle scommesse.

Stanley International Betting, una società britannica, e la sua filiale Maltese, Stanleybet Malta, operano in Italia nel settore della raccolta di scommesse attraverso i CTD. Da quindici anni, i proprietari di questi CTD operano in Italia in virtù di un rapporto contrattuale paragonabile ad un contratto di mandato, senza alcun titolo di concessione o autorizzazione.

Nel 2014, a seguito di un’ispezione effettuata presso la sede di un CTD, è stato scoperta l’esistenza di un’attività di raccolta di scommesse non autorizzata, e le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro di alcune apparecchiature utilizzate per la ricezione e la trasmissione di scommesse.

Quando si è sollecitato l’annullamento giurisdizionale e il sequestro, il Tribunale di Frosinone ha questionato sulla compatibilità delle nuove concessioni citate nel Diritto dell’Unione Europea, in particolare per quanto riguarda il requisito relativo ai nuovi concessionari a dover cedere gratuitamente al momento della scadenza o revoca della concessione, l’attrezzatura utilizzata per la raccolta di scommesse .

Durante la sentenza emanatala scorsa settimana, la Corte di Giustizia ha dichiarato che l’obbligo di trasferimento o cessione non è discriminatorio, poiché si applica allo stesso modo a tutti gli operatori coinvolti nella gara indetta nel 2012.

Tuttavia, la Corte ha sottolineato che l’obbligo rende meno attrattivo l’esercizio delle attività di raccolta scommesse, considerato che il rischio di una società a cedere i beni in suo possesso e a titolo gratuito, impedisce altri investimenti e di conseguenza rappresenta una restrizione alla libertà di insediamento e di libera prestazione di servizi, libertà garantite dal Diritto dell’Unione Europea.

Ha ricordato però che, al fine di combattere la criminalità legata al gioco d’azzardo, è possibile giustificare le restrizioni alle libertà fondamentali, a condizione che tali restrizioni siano proporzionate e sottoposte al parere e verifica del giudice nazionale.

Nell’ambito dell’obiettivo di lotta alla criminalità legata al gioco d’azzardo, la cessione obbligatoria del materiale utilizzato per la ricezione e trasmissione di scommesse può essere giustificata dalla volontà di garantire la continuità dell’attività legale di raccolta delle scommesse al fine di circoscrivere e porre un freno allo sviluppo di attività illegali parallele.

Nel caso di scadenza o revoca del contratto di concessione, il trasferimento a titolo gratuito all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, o ad un altro concessionario per la gestione della raccolta delle scommesse può avere carattere di sanzione proporzionata. Ma quando la cessazione dell’attività avviene per mera scadenza della concessione, non sembra che il principio di proporzionalità venga necessariamente rispettato, poiché l’obiettivo della continuità operativa può essere raggiunto mediante misure meno restrittive (ad esempio , il trasferimento forzato di immobili a titolo oneroso, a prezzo di mercato). Pertanto, il giudice nazionale deve valutare se viene rispettato il principio di proporzionalità, tenendo conto, tra l’altro, del valore di mercato dei beni oggetto di cessione.

Infine, la norma che stabilisce che il trasferimento a titolo gratuito dell’utilizzo dei beni che costituiscono la gestione della rete e la raccolta di scommesse sono valide solo “su richiesta esplicita di ADM ” e non sistematicamente, non specifica i requisiti che deve soddisfare la formulazione di una richiesta esplicita o le modalità da seguire. Ne consegue che questa disposizione soffre di una mancanza di trasparenza che potrebbe condurre ad una violazione del principio di sicurezza giuridica.

In ogni caso, la sentenza riguarda solo la compatibilità di tale obbligo di trasferimento a titolo gratuito secondo il Diritto dell’Unione e non deve essere inteso globalmente in discussione il nuovo sistema di concessione stabilita in Italia nel 2012 nel settore del gioco d’azzardo.

Verso la regolamentazione nei Paesi Bassi. Proposta legislativa di tassare il gioco online del 29% sul reddito lordo

Proposta legislativa di tassare il gioco online del 29% sul reddito lordo in Olanda
La nuova proposta fiscale del parlamento olandese potrebbe rappresentare un duro colpo nei progetti di regolamentazione, già esistenti nel paese, per il gioco online. In questi giorni i media olandesi hanno divulgato la notizia che alcuni gruppi parlamentari hanno presentato dei nuovi emendamenti al disegno di legge per la regolamentazione del gioco d’azzardo. Le nuove misure andrebbero a colpire gli operatori di gioco online con una tassazione del 29% sul reddito lordo, la stessa aliquota applicata ai casinò terrestri, come l’Holland Casinò.

Tale proposta contrasta con il piano del governo di tassare gli operatori online con il 20% delle entrate del gioco d’azzardo. Il governo aveva giustificato l’introduzione di un tasso inferiore come incentivo per i giocatori olandesi di scommettere su siti nazionali, a scapito di opzioni internazionali, per giungere a una maggiore competitività e ridurre al minimo la fuga di capitali verso l’estero o verso mete illegali.

Il quotidiano olandese Telegraaf, ha confermato che alcuni membri dei partiti che formano la coalizione del governo, hanno presentato congiuntamente nuove proposte fiscali da sottoporre all’approvazione della camera dei deputati, il Tweede Kamer. I legislatori sostengono che se le decisioni del governo avranno l’esito di incrementare i ricavi del mercato regolamentato dei giochi, la tassa online potrebbe essere ridotta al 25 per cento nei prossimi tre anni, dopo la liberalizzazione del mercato.

L’iter per l’approvazione del disegno di legge del gioco online è stato estremamente lento, ma ci si aspetta che la Tweede Kamer, pianifichi un nuovo voto nel corso del primo trimestre del 2016, anche se una modifica improvvisa della tassa, potrebbe generare un processo ancora più lento e difficile, allungando i tempi della regolamentazione del mercato.I lobbisti, che sostengono la regolamentazione dei giochi online, hanno dichiarato pubblicamente che che il tasso iniziale del 20% era già troppo alto per assicurare agli operatori una redditività ragionevole.

Nonostante queste preoccupazioni, il governo olandese ha consegnato il rapporto, cui diversi operatori online hanno prestato una considerevole attenzione, a quanto pare ansiosi di evitare multe punitive da parte del Kansspelautoriteit, il controller del gioco olandese, che raccoglie gli operatori internazionali che operano nel mercato clandestino.

Gli operatori si sono dichiarati disponibili a negoziare la questione delle aliquote fiscali, dal momento che, secondo un recente sondaggio, è stato suggerito che il mercato olandese del gioco d’azzardo online varrebbe molto di più rispetto alle stime precedenti. In particolare, anche se il governo olandese non ha ancora fissato una data per il rilascio del gioco d’azzardo online regolamentato, si prevede che la nuova normativa entrerà in vigore a metà dell’ anno appena iniziato.

Legge di Stabilità 2016: il pacchetto giochi e le reazioni dell’industria

162 voti favorevoli, 125 contro e nessun astenuto. La Legge di Stabilità ha finalmente ottenuto la fiducia del Senato. Il nuovo pacchetto legislativo modificherà radicalmente il settore dei Giochi, che è stato uno dei perni del dibattito parlamentare negli ultimi tre mesi.

La prima novità riguarda l’aumento del Preu su slot e vlt, al quale si associa la diminuzione del payout. “Il preu sulle videolotterie passerà al 5,5%; mentre sulle slot al 17,5%, con la percentuale destinata alle vincite (pay-out) fissata in misura non inferiore al 70%”.

Notizie positive per l’industria vengono dalla abrogazione della famigerata maxi-tassa da 500 milioni di euro, che rischiava di dare un duro colpo ai gestori. Dal punto di vista della lotta all’illegalità, il governo Renzi ha inasprito le sanzioni per chi gestisce slot machine non collegate al totalizzatore di Sogei e “totem” telematici.

La seconda novità di rilievo riguarda il cambio del parco macchine. Saranno ridotte del 30% le slot machine attive sul territorio italiano, le quali tra il gennaio 2017 e quello 2019 dovranno confluire nelle AWP di terza generazione con controllo remoto. Sempre per quanto riguarda le AWP, il processo di certificazione sarà uniforme per slot e vlt.

Sempre in tema di regolamentazione del gioco, il governo ha varato una nuova sanatoria e un bando di gara per tutti gli operatori senza licenza che operano nel nostro paese. Nello specifico “Entro il 1° maggio saranno assegnate le concessioni – della durata di nove anni – di 10 mila agenzie di scommesse (con base d’asta non inferiore a 32 mila euro) e di 5 mila corner (con base d’asta di 18mila euro), di cui solo mille potranno essere installati “in bar ed esercizi similari” che hanno come attività principale “la somministrazione di alimenti e bevande”. Tale provvedimento è finalizzato allo ‘smaltimento’ dei Ctd – Centri Trasmissione Dati – che operano in maniera illegale sul nostro territorio, appoggiandosi su server esteri e trasferendo ingenti quantità di denaro al di là delle Alpi. Il provvedimento prevede nello specifico un’imposta unica per l’attività pregressa accertata e le relative sanzioni, più un extraprelievo.

Sempre per quanto riguarda il settore delle scommesse dal 1° gennaio 2016, sulle scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, verrà applicata la tassazione sul margine (la differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte): in particolare, l’imposta unica sarà fissata al 18% nei punti fisici e al 22% per l’online.

Raffaele Curcio

LE REAZIONI – Durissima la reazione di Raffaele Curcio, presidente dell’Associazione Nazionale Sapar: “Le misure contenute nella relazione tecnica all’emendamento riguardante i giochi nella Legge di Stabilità prevedono l’aumento del Preu di circa 4,5 punti in più che, uniti allo 0,8% che spetta all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al costo di rete, porterà ad una tassazione per le aziende che va oltre il 19%, improponibile ed inaccettabile senza un periodo transitorio adeguato per la sostituzione degli apparecchi, necessario per la sostenibilità della filiera. Evidentemente la legge di stabilità dello scorso anno non ha fatto riflettere la classe politica che ha riproposto una normativa i cui soli effetti saranno disastrosi per il settore. Errare è umano ma perseverare è diabolico”.

Nel prossimo mese di gennaio, l’ANS potrebbe impugnare anche questa legge per difendere e tutelare la filiera: “Difenderemo fino allo stremo le aziende di settore ed i livelli occupazionali contro una norma scellerata che ha lo scopo di cancellare solo le aziende di gestione. Ci batteremo fino alla fine per difendere il nostro diritto di fare libera impresa”, ha concluso Curcio.