Presidente Regione Calabria Oliviero

In Calabria manca ancora una legge anti Gap

L’appello dei consiglieri comunali di Cosenza e Rende (Cs) e dei portavoce nazionali del M5S: “Regione e Comuni intervengano al più presto”.

Sicilia, Sardegna e Calabria: sono queste le tre regioni italiane ancora sprovviste di una legge anti-Gap. La Sicilia, attende per l’approvazione il varo della legge di Bilancio; in Sardegna, il tema è tornato alla ribalta grazie ad un’interrogazione del consigliere regionale Francesco Agus. In Calabria, mentre si attende l’approvazione del Testo unico sulla legalità contenente norme precise riferite al gioco, la questione si è posta al centro dei dibattiti organizzati sabato scorso nei Comuni di Cosenza e Rende (Cs), avviati dai rappresentanti locali e nazionali del M5S.

In Calabria urge una legge regionale sul gioco, è stato l’appello lanciato dai rappresentanti politici.
“E’ una delle pochissime rimaste che non ha formalizzato una Legge nonostante sia ai primi posti nelle classifiche nazionali per diffusione del problema; uno su tutti Cosenza è al 9° posto in Italia per numero di slot attive, tra l’altra collocate in prossimità di quelle che sono definite aree sensibili. Rallentare le procedure di attuazione perché si rimane imbrigliati nei giochi perversi della burocrazia non è più giustificabile ma altresì condannabile e diventa deprecabile in ambiti come questi“, hanno dichiarato i due consiglieri regionali Orlandino Greco e Franco Sergio.

A Cosenza, durante una conferenza organizzata dal Meetup di Cosenza, i senatori del M5S Giovanni Endrizzi e Nicola Morra, rivolgendosi al sindaco Mario Occhiuto e al presidente della Regione Calabria Mario Oliverio hanno chiesto di “innalzare la tassazione a coloro che installano apparecchi da gioco nei propri esercizi commerciali, ridurre i loro orari di funzionamento cercando di impedirlo, ad esempio, nelle ore di ingresso a scuola e al lavoro o in pausa pranzo, e a meno di cinquecento metri dai luoghi sensibili“.

Le stesse richieste sono state avanzate in un incontro organizzato a Rende, al quale hanno partecipato il consigliere comunale Domenico Miceli e il deputato Matteo Mantero della Commissione Affari Sociali e firmatario della proposta di legge contro il gioco patologico. Miceli ha ricordato che il suo gruppo consiliare, nel mese di marzo scorso, aveva presentato una proposta di delibera e di regolamento comunale che però non è ancora stato portato in Consiglio per l’approvazione. “A Rende, come a Cosenza e nell’area urbana, c’è bisogno di una regolamentazione delle sale slot e di un lavoro di sensibilizzazione indirizzato alle fasce più sensibili della popolazione. Siamo convinti che l’azzardo non sia solo un gioco, ma una vera e propria patologia e i comuni hanno il preciso dovere di intervenire per garantire e promuovere uno sviluppo sociale e culturale sano della nostra comunità”, ha spiegato.

Mentre i comuni vivono una fase stagnante, il Consiglio regionale sta lavorando per varare le tanto attese norme sul Gap, inserite già nella legge sulla Legalità che dovrebbe essere approvata entro quest’autunno con l’articolo numero 19, recante il titolo “Interventi regionali per la prevenzione dell’usura connessa al gioco d’azzardo patologico”. Tali norme sono fortemente volute dal presidente della Commissione speciale contro la Ndrangheta Arturo Bova e rappresentano un superamento della proposta “Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico” dei consiglieri Franco Sergio e Orlandino Greco (Oliverio Presidente), depositata nel 2015 recante “disposizioni finalizzate alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, nonché al trattamento e al recupero delle persone che ne sono affette e al supporto delle loro famiglie. Stabilisce, inoltre, misure volte a contenere l’impatto negativo delle attività connesse alla pratica del gioco d’azzardo lecito sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sul governo del territorio”.

Le nuove normative prevedono un criterio spaziale secondo il quale è vietata l’installazione di apparecchi entro i 300 metri per i comuni fino a 5mila abitanti e non inferiore a 500 metri per quelli più grandi dai luoghi sensibili: chiese, scuole, enti pubblici, sedi di associazioni, bancomat, stazioni ferroviarie; la facoltà per i Comuni di limitare l’apertura delle sale da gioco e scommesse e di tutti i locali pubblici che offrono gioco per otto ore giornaliere, e non oltre le ore 22; un piano integrato per il contrasto e la prevenzione del Gap; l’emanazione del logo “No Slot” per coloro che scelgono di non installare o disinstallare apparecchi da gioco; formazione obbligatoria per i gestori e il personale delle sale; supporto amministrativo ai Comuni in caso di avvio di azioni legali collegate al gioco; divieto di pubblicità, anche sui mezzi di trasporto pubblico locale e regionale. In coerenza con le finalità ed i principi della presente legge, la Regione Calabria non concede il proprio patrocinio per gli eventi che ospitano o pubblicizzano attività di gioco.

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