Minister for Sports Senator Kate Lundy (centre) and the minister for Home Affairs Jason Clare (centre right) are joined by representatives of all major sporting codes during a press conference in Canberra, Thursday, Feb. 7, 2013. A year-long government investigation has found widespread use of banned drugs in Australian professional sport and links with organised crime. (AAP Image/Lukas Coch) NO ARCHIVING

La liberalizzazione del gioco d’azzardo aumenta il rischio di corruzione?

National Integrity of Sport Unit (NISU)

In Australia, la National Integrity of Sport Unit (NISU), organo di controllo della corruzione legata allo sport nel Paese, ha dichiarato che la liberalizzazione delle norme riferite alle scommesse sportive potrebbe aumentare i rischi di corruzione e i problemi patologici legati al gioco d’azzardo. Inoltre, si dovrebbe lavorare sui bookmakers, sulle scommesse telefoniche in diretta e imporre una stretta sorveglianza sulle partite truccate.

Il campanello d’allarme da parte della NISU è scattato dopo la messa in onda di un programma dell’ABC, nel quale si parlava del tennista kazako Oleksandr Nedovjesov, citato tra i giocatori sospettati di “stare all’ombra”dei bookmaker. Il giocatore ha apertamente negato di essere coinvolto in atti di corruzione. Sempre nello stesso programma, è stata mostrata l’esistenza di un elenco con i nomi di giocatori che hanno partecipato a 40 partite sospette, durante gli ultimi tre mesi dello scorso anno.

Almeno quattro dei membri di questa lista hanno partecipato all’Australian Open di quest’anno durante il quale si sono verificate delle controversie con William Hill in qualità di sponsor. Allo stesso modo, la polizia australiana ha detto che saranno demolite le scommesse telefoniche e saranno sottoposte a stretta sorveglianza, poiché questi limiti potrebbero contribuire alla lotta contro la corruzione. La polizia ritiene che le uniche scommesse prive di sospetti sono quelle dirette.

Nel frattempo, a seguito di una recente indagine da parte della polizia federale in materia di gioco d’azzardo e pubblicata in questi giorni, il ministro responsabile del corretto funzionamento del gioco d’azzardo, Alan Tudge, ha affermato che alcuni bookmakers stanno infrangendo le norme legislative presenti nei regolamenti vigenti.

Il futuro della legge Interactive Gaming in Australia potrebbe diventare a breve, un altro elemento di revisione delle attività di gioco d’azzardo online. Nella sua esposizione, la NISU ha avvertito che la crescita esplosiva di scommesse sportive a livello mondiale e l’aumento della partecipazione di criminali ha portato a “una serie di risultati sportivi corrotti in tutto il mondo”, a partire dal 2011. L’unità, che fa parte del Dipartimento di Salute, ha ammesso che i progressi tecnologici hanno fatto sì che le restrizioni telefoniche sono obsolete e la loro rimozione porterebbe gli scommettitori a lavorare con i broker autorizzati in Australia.

La NISU ha respinto le posizioni dei bookmakers e della polizia di Victoria, che invece sostengono come la liberalizzazione del gioco d’azzardo potrebbe aiutare a combattere la corruzione, siccome gli operatori autorizzati australiani saranno tenuti a condividere i loro dati con le autorità locali piuttosto che con gli operatori stranieri.

Secondo l’organismo normativo, la deregolamentazione aumenterebbe i problemi legati al gioco d’azzardo e alla corruzione, nonostante il settore contribuisca all’incremento delle entrate fiscali. Durante le sue argomentazioni, la NISU ha spiegato che il governo australiano dovrebbe cercare di bloccare l’accesso degli scommettitori australiani su siti stranieri, poiché ha si è accertato di come le società asiatiche si occupano regolarmente di scommesse legate anche ad eventi giovanili, di dilettanti e partite di calcio di periferia, settori che sono considerati altamente vulnerabili alla corruzione, secondo quanto affermato dall’ organismo di regolamentazione.

Un ex ricercatore presso l’ ATP, Richard Ings, ha affermato che il tennis è lo sport perfetto per le partite truccate, nel quale non è stato fatto ancora abbastanza per combattere la corruzione.

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