Netanyahu incontra opposizioni per aprire un casinò in Israele

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha espresso la sua intenzione di legalizzare il gioco d’azzardo nello stato ebraico, ma i suoi piani si trovano ad affrontare una forte opposizione, da parte dell’estrema destra e della coalizione ultraortodossa, oltre che da parte dei legislatori dell’opposizione ebraica e araba.

Netanyahu ha nominato una commissione per studiare la possibilità di aprire fino a quattro casinò nella città turistica di Eilat sul golfo omonimo.

Il premier israeliano e il Ministro del Turismo Yariv Levin, sostengono che i casinò potrebbero rappresentare la soluzione migliore per risollevare la città di Eilat dalla depressione economica, causata in parte dal crollo del turismo russo.

Secondo i dati del ministero, l’80 % della forza lavoro è impegnata nel settore del turismo ad Eilat, ma la città, nel suo complesso è stata duramente colpita dalla crisi.

Siamo così desiderosi di portare avanti questo progetto non per il gioco in sé, ma riteniamo che, con i dovuti controlli e le considerazioni adeguate del caso, potremmo avere successo come le altre città del mondo che hanno beneficiato della presenza dei casinò“, ha detto il portavoce del ministero del turismo, Anat Sichor, citando come esempio Macao, la mecca del gioco d’azzardo asiatico.

I casinò possono rappresentare il “motore che ci porterà a costruire più camere d’albergo, contribuirà all’ abbassamento dei prezzi per chi vuole trascorrere le vacanze, attirando così sempre più visitatori“, ha affermato Sichor. Il ministero ha anche stabilito quali potranno essere i luoghi ideali per costruire sale conferenze e centri termali.

Secondo il primo ministro l’apertura dei casinò creerebbe migliaia di nuovi posti di lavoro. Attualmente l’idea è quella di costruire casinò solo ad Eilat, ma è molto probabile che venga presa in considerazione l’opportunità di creare delle strutture di gioco anche in altri luoghi.

Al fine di evitare un conflitto di interessi, Netanyahu ha tenuto a sottolineare, che il suo amico e benefattore, il magnate statunitense dei casinò, Sheldon Adelson, che sponsorizza anche il giornale per Netanyahu, Israel Hayom , non è interessato alle operazioni di gioco d’azzardo in Israele.

Ma Netanyahu ha bisogno del consenso del Knesset (il parlamento israelino) per attuare il suo proposito di legalizzare il gioco d’azzardo, e a quanto pare, non otterrà l’appoggio delle maggioranza per raggiungere questo obiettivo.

Naftali Bennett, leader dell’ estrema destra e partner di coalizione, e Aida Tuma Suleiman, un deputato del gruppo Arab Joint List, hanno manifestato la loro netta opposizione al progetto. Il Ministro della previdenza sociale di Israele, Haim Katz, nel frattempo, ha sottolineato un aumento del numero di persone del suo ministero che dovrà fare i conti con la dipendenza da gioco.

Bennett, che è anche il ministro dell’Istruzione, ha dichiarato: “I ​​casinò non rappresentano la soluzione, anzi rappresentano un problema. Come possiamo educare una generazione di bambini ai quali dovremmo inculcare il principio che l’unico modo per ottenere le cose è attraverso il duro lavoro, l’ impegno e la creatività .. e non cercando la via più facile, come quando il loro padre va al casinò durante la notte? Non si gioca con il futuro dei nostri figli. Israele non è, e non vuole diventare Las Vegas”.

Suleiman è dello stesso avviso e ha aggiunto: “I casinò porteranno al traffico della prostituzione e allo sfruttamento delle donne. Sarà più facile per le persone accedere al gioco, e ciò potrebbe danneggiare numerose famiglie“.

Il partito ultraortodosso Shas, che fa parte della coalizione e che offre supporto a famiglie israeliane dal reddito basso, ha dichiarato che “i casinò in Israele serviranno solo ad arricchire i magnati e a danneggiare ancora di più le fasce più deboli della popolazione. Gli studi sul gioco d’azzardo, effettuati all’estero, hanno messo in rilievo che scoperto che le vittime dei casinò e del gioco, che hanno perso i loro averi e hanno distrutto le loro famiglie, erano proprio persone con reddito basso“.

Anche il legislatore Oren Hazan, che ha gestito un casinò in Bulgaria prima di entrare a far parte del Knesset, si è opposto al progetto. “Un giro sbagliato alla roulette e una vita potrà essere distrutta. La società israeliana non è ancora matura per affrontare tutto questo” ha affermato.

 

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