Respiro di sollievo per gli operatori di Macao dopo un triennio nero

I sei operatori dei casinò dell’enclave cinese di Macao puntano sul recupero delle entrate del settore del gioco che negli ultimi tre anni hanno subito forti ribassi. Dal 2014, i ricavi di queste imprese sono diminuiti del 46%, il che equivale ad una perdita di azioni che supera gli 87.000 milioni di euro.

Tutto è cominciato quando, nel 2014 il governo cinese ha lanciato una campagna contro la corruzione in questa regione speciale, unico luogo del paese in cui è consentito il gioco d’azzardo.

La lotta contro il riciclaggio di denaro aveva inoltre allontanato dai casinò i giocatori VIP i quali ora sostengono che “se non hanno risentito della nostra assenza finora, vuol dire che probabilmente stanno bene”, secondo l’interpretazione di Vitaly Umansky, analista di Bernstein.

L’agenzia di rating Fitch prevede che il fatturato per il gioco aumenterà del 12% quest’anno, per un totale di 27.700 milioni di euro, dopo un massimo di 40.000 milioni di euro raggiunto nel 2013, e un calo di 25.000 milioni di euro dello scorso anno, come ha riportato il Financial Times.

L’unica preoccupazione degli operatori di casinò è che il recupero sia troppo forte, considerando la nuova spinta della domanda di beni di lusso e l’aumento dei prezzi degli immobili, che denotano un eccesso di liquidità che influenzerà l’economia.

Il governo centrale ha messo in chiaro che non vuole che i ricavi provenienti dal gioco siano troppi“, ha spiegato Francis Lui, responsabile del Galaxy Entertainment, uno dei sei operatori dei casinò di Macao. “Vogliono diversificare“, ha aggiunto. L’ambizione è quella di trasformare Macao in una destinazione turistica come Las Vegas.

Alcuni operatori di gioco hanno contribuito all’apertura di complessi turistici come il Wynn Palace, il Phase Two e Studio City. Sono state migliorate le infrastrutture, che comprendono un nuovo terminal per i traghetti e nuove linee della metropolitana.

L’anno scorso, Macao ha ospitato oltre 30 milioni di turisti, la maggior parte dei quali provenienti dalla Cina continentale, e questo numero è aumentato del 5% nel primo trimestre di quest’anno.

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